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Quercus ilex
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top
Il mwcgleccio (mwcwmwdaQuercus ilex mwdqmwdgL., mwdw1753), detto anche mweaelce, è un albero sempreverde appartenente alla mweqfamiglia mwegFagaceae, diffuso nei paesi del mwewbacino del Mediterraneo.cite-ref-powo-2-0[2] In Italia è spontaneo nelle zone a clima più mite, dove è anche molto frequente nei giardini e nei viali cittadini.

Contents

Fusto
Foglie
Fiori
Frutti
Radici
Legno
Note

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Morfologia

Fusto

Il leccio è un mwhaalbero mwhqsempreverde e mwhglatifoglie, con mwhwfusto raramente dritto, singolo o diviso alla base, di altezza fino a 20–24 m. Può assumere aspetto di mwiacespuglio qualora cresca in ambienti rupestri. È molto longevo, potendo diventare plurisecolare, ma ha una crescita molto lenta.

La mwigcorteccia è liscia e grigia da giovane; col tempo diventa dura e scura quasi nerastra, finemente screpolata in piccole placche persistenti di forma quasi quadrata. I giovani mwiwrami dell'anno sono pubescenti e grigi, ma dopo poco tempo diventano glabri e grigio-verdastri. Le mwjagemme sono piccole, tomentose, arrotondate con poche mwjqperule.

Foglie

Le mwlafoglie sono semplici, a lamina coriacea a margine intero o dentato, molto variabile nella forma che va da lanceolata ad ellittica (rotondeggiante nella sottospecie mwlqrotundifolia); la base è cuneata o arrotondata. La pagina superiore è verde scuro e lucida, la inferiore grigiastra e marcatamente tomentosa. Sono lunghe 3–8mwlg cm, e larghe 1-3,5mwlw cm. La nervatura centrale è dritta e sono presenti 7 - 11 paia di nervature laterali.

La pubescenza sulla pagina inferiore è simile a quella della mwmqmwmgQuercus suber con tricomi che nascondono gli mwmwstomi. Questi ultimi sono rotondeggianti. Le foglie restano sulla pianta 2-3 anni. Il mwnapicciolo è breve, peloso, provvisto di mwnqstipole marroncine, lineari e presto caduche.

Sono presenti due tipi di foglie (mwnweterofillia): quelle apicali e quelle degli esemplari giovani sono ovaleggianti, con denti mucronati o spinescenti, con pubescenza della pagina inferiore ridotta, e qualche tricoma anche sulla pagina superiore. Le foglie delle mwoaplantule sono pelosissime, quasi bianche alla germogliazione, poi diventano glabrescenti, ma il giovane fusticino continua ad essere fittamente pubescente.

Fiori

La pianta inizia a produrre i fiori intorno ai 10 anni d'età, unisessuali, perciò la pianta è detta mwpwmonoica. I mwqafiori maschili sono riuniti in mwqqamenti penduli, cilindrici e pubescenti, hanno mwqgperianzio con 6 lobi e 6-8 mwqwstami. I fiori femminili sono in mwraspighe peduncolate composte da 6-7 fiori, ogni fiore ha perianzio esalobato e 3-4 mwrqstigmi. Gli amenti maschili sono lunghi 5–7mwrg cm e sono portati alla base dei rami dell'anno. La fioritura avviene nella tarda primavera, da aprile a giugno, periodo di intensa attività proliferativa degli insetti impollinatori, che amano particolarmente il polline anemofilo del leccio.

Frutti

I frutti sono delle mwtqghiande, dette lecce, portate singole o in gruppi di 2-5, su un peduncolo lungo circa 10–15mwtg mm (eccezionalmente anche 40mwtw mm). Le dimensioni variano da 1,5 a 3mwua cm di lunghezza, per 1-1,5mwuq cm di diametro. Sono di colore castano scuro a maturazione, con striature più evidenti.

All'apice di ogni ghianda è presente un robusto mucrone. Le ghiande sono coperte per un terzo o metà della loro lunghezza da una cupola provvista di squame ben distinte, con punte libere ma non divergenti. Maturano nello stesso anno della fioritura, in autunno.

Radici

L'mwvgapparato radicale è robusto, fittonante, si sviluppa già dai primi anni di vita e può penetrare per diversi metri nel mwvwterreno. Questo comporta una notevole resistenza alla mwwasiccità (la pianta va a trovare l'mwwqacqua in profondità), ma anche problemi di mwwgtrapianto, che questa specie sopporta male. Come molte piante resistenti alla siccità, mal tollera l'asfissia radicale. Le radici laterali possono essere anch'esse molto robuste e spesso emettono mwwwpolloni.

Legno

Il mwxglegno è a porosità diffusa, il mwxwdurame è di colore rossiccio e l'mwyaalburno è di colore chiaro. Si tratta di un legno duro, compatto e pesante, soggetto ad imbarcarsi, difficile da lavorare e da stagionare. È utilizzato soprattutto come combustibile e per la produzione di mwyqcarbone vegetale. Il legno del leccio è tra i più mwygtannici che si conoscano. I mwywtannini sono sostanze chimiche amare disinfettanti, di colore scuro. Quando nel mwzalegno fresco appena tagliato di leccio si conficca un chiodo in mwzqferro, dopo qualche ora è possibile notare una piccola chiazza blu che circonda il chiodo. Quest'anello è un viraggio del legno dovuto alla reazione dei tannini con il mwzgferro ed è un fenomeno tipico di questa ed altre piante tanniche.

Sottospecie

Esistono due sottospecie:

• mwawQuercus ilex subsp. mwbailex. Nativa nell'area che va dall'est della mwbqpenisola iberica alla mwbgCosta Azzurra fino alla mwbwGrecia. Foglie assai vicine; ghiande lunghe 2mwca cm, dal sapore dolciastro.
• mwcgQuercus ilex subsp. mwcwrotundifolia (syn. mwdaQ. rotundifolia, Q. ballota). Nativa nell'area che va dal sud della penisola iberica al nordovest dell'mwdqAfrica. Foglie rade; ghiande lunghe 2.5mwdg cm, dal sapore amarognolo.

Distribuzione e habitat

Il leccio cresce lungo tutto il mweqbacino del Mediterraneo, mancando solo in mwegEgitto (in mwewLibia è stato probabilmente introdotto dall'uomo). La specie è comunque maggiormente diffusa nel settore occidentale, soprattutto in mwfaAlgeria e mwfqMarocco, in tutta la Penisola Iberica (dove costituisce uno dei componenti principali della mwfgmwfwdehesa), nella Francia mediterranea e in Italia, dove forma mwgaboschi puri anche di notevoli dimensioni.

Nel settore orientale, a partire dai mwggBalcani, invece, si trova in boschi misti ad altre essenze forestali, spesso ben distanti tra loro, e solo in stazioni con un'adeguata umidità. Si trova, sempre consociato, anche lungo le coste turche del mwgwMar Nero. In Italia è diffuso soprattutto nelle mwhaisole e lungo le coste mwhqliguri, mwhgtirreniche e mwhwioniche. Sul versante mwiaadriatico i popolamenti sono più sporadici e disgiunti (tranne che in mwiqPuglia, mwigAbruzzo e mwiwMarche). Piccole popolamenti sono presenti anche sulle mwjaPrealpi lungo le coste dei mwjqlaghi, sui mwjgColli Euganei, in mwjwFriuli-Venezia Giulia, in mwkaRomagna fino al Bolognese-Imolese e nel mwkqBosco della Mesola nel mwkgferrarese.

Il leccio è uno dei rappresentanti più tipici e importanti dei querceti sempreverdi mediterranei, ed è il rappresentante caratteristico del mwlamwlqQuercetum ilicis, la vegetazione cioè della fascia mediterranea temperata. Per quanto riguarda il terreno questa specie non ha particolari esigenze. Preferisce però terreni non troppo umidi, con un buon drenaggio. Ha una crescita maggiore in terreni vulcanici e nelle zone costiere, mentre in terreni rocciosi calcarei ha una crescita minore. In zone più umide dell'entroterra ha una crescita stentata ed è sopraffatto spesso da specie più adatte.

Selvicoltura

L'impiego quasi esclusivo dei boschi di leccio è il governo a mwmaceduo per mwmqlegna da ardere. Non presenta problemi di mwmgrinnovazione per mwmwseme, anche vista la tolleranza all'ombra degli esemplari giovani. Il mwnamiele ottenuto dalla mwnqmelata presenta proprietà astringenti ed è ricco di ferro, e le mwngapi bottinano anche sui fiori per il mwnwpolline.cite-ref-3[3]

Alberi monumentali d'Italia

Fra gli alberi monumentali d'mwpgItalia si annoverano anche molti lecci, tutti fra i 15 e i 20 metri di altezza e con tronchi di circonferenza fra i 4 e i 5 metricite-ref-4[4]. Tra i maggiori e più antichi si annovera il cosiddetto mwqwIlici di Carrinu (leccio di Carlino) nel territorio di mwraZafferana Etnea alto 25 metri, con una fronda che raggiunge i 30 metri di diametro, la cui età è stimata intorno ai 700 anni.cite-ref-5[5]

Influenza nella toponomastica

La città di mwswLecce, secondo un'mwtaetimologia popolare prenderebbe il suo nome proprio dal mwtqleccio: nel suo stemma compare un albero assieme ad una mwtglupa (che ricorda il nome mwtwlatino della città: mwuaLupiae). In realtà mwuqLecce è l'esito locale di mwugLupiae, attraverso passaggi fonetici quali mwuwLuppia (nella mwvaTavola Peutingeriana), mwvqLypiae, mwvgLyciae, mwvwLiccia, mwwaLiccem (in mwwqlatino medievale), *mwwgLicce.cite-ref-6[6]

Al contrario, è proprio lmwya'mwyqelce che dà il nome ai paesi di mwygElcitocite-ref-7[7] ed mwzwElice in Abruzzo. Il mw0aMonte Ilice, un antico cratere laterale dell'Etna in provincia di Catania, ossequiato da mw0qmw0gStoria di una capinera, deve il nome ad un fitto bosco di lecci ("ilici" in siciliano) presente ancora all'interno della conca del cratere. Il paese di mw0wLeccio, frazione di mw1aReggello in mw1qprovincia di Firenze, prende il nome dal cospicuo bosco di mw1gQuercus ilex che vi si trova.

mw2aMonte Grondilice, vetta delle mw2qAlpi Apuane, in mw2gToscana tra la mw2wProvincia di Lucca e la mw3aProvincia di Massa-Carrara.

A mw3gSantu Lussurgiu in mw3wSardegna, più particolarmente nella zona del mw4aMontiferru, si trova la sorgente di Eliches Buttiosos (pronuncia "èlighes uttiósos" = lecci gocciolanti). A circa 1000 metri di altitudine sgorga una sorgente perenne dalle radici di due antichi lecci.

Mito e simbologia [ 8 ]

Il leccio fu nelle civiltà greche e italiche antiche un albero dotato di rilevante valore sacro. Valore che fu positivo nel periodo arcaico di entrambe le civiltà, per poi assumerne lentamente uno sempre più negativo nello scorrere della storia di Roma fino a contornarsi di un'aura quasi funesta (così come in Grecia fu successivamente consacrato alla dea mw5wEcate). Il suo significato simbolico è stato rivalutato solo nel medioevo.

Il greco mw6qPausania descrive un bosco sacro a mw6gEra dove lecci e olivi crescevano dalle stesse radici. mw6wOvidio narra invece che nell'mw7aEtà dell'oro le anime immortali sotto forma di api si posavano sugli amenti del leccio da cui scendeva il miele. Secondo un mito dell'antica Roma nel lecceto alla base dell'mw7qAventino viveva mw7gEgeria, la ninfa ispiratrice di re mw7wNuma Pompilio.

mw8qPlinio il Vecchio riporta che con i rami di leccio si facessero le prime corone civiche, sostituito poi da altre querce, come il rovere. Sempre secondo Plinio sul Vaticano si levava il leccio più antico della città, già oggetto di venerazione religiosa da tempi più antichi tanto che su quest'albero era un'iscrizione su bronzo in caratteri mw8getruschi. Scrive inoltre Plinio che: "Anche i Tiburtini hanno un'origine molto anteriore a quella di Roma: nel loro territorio esistono tre lecci ancora più antichi di Tiburno, fondatore della città, che secondo la tradizione fu consacrato vicino ad essi."cite-ref-9[9]

Sembra infatti che il leccio fosse albero oracolare per i mw-afulgorales a causa della sua predisposizione ad essere colpito dai fulmini, con il tempo però assume una accezione non positiva come albero accomunato a oracoli negativi. Seneca lo considerava un albero triste, tutto scuro com'è. Anche nel cristianesimo esistono dei simbolismi per questa pianta. Nelle isole ioniche una leggenda (raccolta dal poeta mw-qAristotelis Valaoritis nel XIX Secolo) vuole che il leccio fu l'unico albero che acconsentì a prestare il proprio legno per la costruzione della croce; per questo i boscaioli delle isole di mw-gAcarnania e di mw-wSanta Maura temevano di contaminare l'ascia toccando "l'albero maledetto". Tuttavia nei mw-aDetti del beato Egidio – il terzo compagno di San Francesco – il buon nome del leccio viene difeso quando si riferisce che il Cristo lo predilige perché fu l'unico albero a capire che il suo sacrificio era necessario, così come quello del Salvatore stesso, per contribuire alla Redenzione. E proprio sotto il leccio il Signore appariva spesso a Egidio.

Curiosità

• Sulla sommità della mwaqeTorre Guinigi a Lucca, sono presenti sette piante di leccio. Sebbene non si sappia con precisione quando siano stati piantati questi alberi, esistono testimonianze molto antiche che descrivono questo giardino pensile.
• Il Bosco di Lecci, foresta fittizia presente in Pokémon Oro e Argento e negli omonimi Pokémon Oro HeartGold e Argento SoulSilver, prende il nome dal suddetto albero. Nelle versioni inglesi, questo riferimento viene reso più evidente (mwaquIlex Forest).
• Nel romanzo mwaqcmwaqgIl barone rampante di Italo Calvino, il protagonista Cosimo Piovasco di Rondò decide di salire su un elce, o appunto un leccio, e di non scenderne più, passando sugli alberi tutta la sua vita.

Galleria d'immagini

Note

cite-note-11. mwata(mwatemwatiEN) Vivero, J.L. mwatmet al.. 1998, mwatqmwatuQuercus ilex, su mwatymwatcIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwatgIUCN, 2020.
cite-note-powo-22. mwat0(mwat4mwat8EN) mwauamwaueQuercus ilex L., su mwauiPlants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. mwaumURL consultato il 19 gennaio 2021.
cite-note-33. mwauc(mwaugmwaukFR) mwauomwausQuercus ilex & Apis mellifera, su mwauwFlorabeilles, 25 agosto 2016. mwau0URL consultato il 9 luglio 2019.
cite-note-44. mwavemwavimwavmAlberi Monumentali d'Italia, su mwavqcorpoforestale.it. mwavuURL consultato il 15 marzo 2008 mwavy(archiviato dall'mwavcurl originale il 24 dicembre 2007).
cite-note-55. Vedi mwavsla scheda mwavwArchiviatomwav0 il 17 aprile 2020 in mwav4Internet Archivemwav8. sul sito del Comune di Milo.
cite-note-66. mwawqmwawuDizionario di toponomastica, Torino, UTET, 1990, p.mwawy 410.
cite-note-77. mwawomwawsmwawwItinerario sul sito turistico del comune di Cingoli, su mwaw0turismo.cingoli.sinp.net. mwaw4URL consultato il 15 gennaio 2014 mwaw8(archiviato dall'mwaxaurl originale il 4 marzo 2016).
cite-note-82. Alfredo Cattabiani, mwaxqFlorario: Miti, leggende e simboli di fiori e piante, (2017)
cite-note-99. mwaxgmwaxkPlinio il Vecchio, mwaxomwaxss:Naturalis Historia/Liber XVI, Libro XVI, vv. 237.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) evergreen oak, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Quercus ilex, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Quercus ilex, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefgrin(EN) Quercus ilex, su npgsweb.ars-grin.gov.
• citerefipni(EN) Quercus ilex, su International Plant Names Index.
• citerefitis(EN) Quercus ilex, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Quercus ilex, su Lista rossa IUCN.